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Durame
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top
Il mwbwdurame è la porzione centrale non più vitale del mwcalegno del mwcqfusto della pianta (non conduce più la mwcglinfa), circonda il mwcwmidollo e si estende fino all'mwdaalburno, la sua funzione è di sostegno alla piantacite-ref-0-1-0[1].

Il durame è dato da una trasformazione delle mwegcellule dell’alburno detta duramificazionecite-ref-4-2-0[2], processo specie-dipendente condizionato dallo stadio e dal contesto di crescita della piantacite-ref-3[3].

In alcuni casi la distinzione tra durame e alburno è resa facile grazie alla marcata differenza di colore; sulle mwhapareti delle cellule morte del durame ci sono infatti delle sostanze estrattive conservanti e mwhqantisettiche come i mwhgtannini, che possono scurire il legnocite-ref-0-1-1[1].

Contents

Note

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Duramificazione

La duramificazione è il processo di modificazione delle cellule di alburno in cellule di durame a partire dalla zona intorno al midollo verso l’esterno del fustocite-ref-4-2-1[2].

Come l’alburno il durame accresce periodicamente, nuovi livelli di cellule viventi e funzionali sono convertite progressivamente in duramecite-ref-0-1-2[1].

Il passaggio a durame si manifesta attraverso la perdita della funzione di conduzione dei mwnavasi e la deposizione di estrattivi da parte delle cellule mwnqparenchimatiche che vanno poi incontro a mwngnecrosicite-ref-1-4-0[4]. Gli estrattivi sono prodotti dalle cellule parenchimatiche nella zona di transizione tra alburno e durame e sono trasferiti nelle cellule adiacenti attraverso le mwowpunteggiaturecite-ref-3-5-0[5]. Nelle mwqalatifoglie i vasi vengono ostruiti da tille (si tratta di estroflessioni della parete cellulare nelle cellule parenchimatiche adiacenti ai vasi) che vengono aspirate dai vasicite-ref-1-4-1[4].

La formazione del durame è un processo regolatorio che serve a mantenere la quantità di alburno ad un livello ottimale. La trasformazione è indicativa di una variazione e non di un deterioramento delle funzioni cellulari, perciò la morte delle cellule parenchimatiche è il risultato della duramificazione e non la sua causacite-ref-6[6].

Motivi della duramificazione

Ad un certo punto della vita della pianta, gli anelli più interni del fusto perdono la loro efficienza nella conduzione, le cause di questo processo non sono ancora accertate ed esistono teorie spesso contrastanti. Sicuramente si tratta di un fenomeno associato all’accrescimento e all’invecchiamento naturale della pianta. Le cellule vive dell’alburno, infatti, sono un “costo” in termini energetici per la pianta per il loro mantenimentocite-ref-1-4-2[4].

Una parte delle opinioni crede che sia per questo motivo che vengono trasformate in durame e cioè rese inattive. Altre teorie sostengono che nel tempo la formazione di mwuqembolie provochi la perdita di funzionalità dell’alburno e la conseguente formazione di durame. Si rende necessario per la pianta creare nuovo legno efficiente nella conduzione e cioè formare nuovi anelli di accrescimentocite-ref-1-4-3[4].

Inoltre il processo di duramificazione serve a rendere il legno vecchio il più durabile possibile mediante la deposizione di estrattivicite-ref-1-4-4[4].

Colorazioni durame

Il durame può essere di tre tipologie: differenziato, indifferenziato o facoltativo.cite-ref-1-4-5[4]

Il durame differenziato si distingue obbligatoriamente dall’alburno per il suo colore più scuro, dovuto all’incrostazione di estrattivi duramificanti all’interno delle pareti cellularicite-ref-2-7-0[7]. Questo tipo di durame è anche utile per riconoscere specie arboree come il mwaglarice, la mwawdouglasia, il mwbacipresso, il mwbqcastagno, la mwbgrobiniacite-ref-1-4-6[4].

Le specie a durame indifferenziato invece, pur essendo anatomicamente provviste di entrambi i tipi di legno, non permettono la loro distinzione a occhio nudo, alburno e durame sono infatti indistinguibili in specie come l'mweaabete, il mweqfrassino, l’mwegacerocite-ref-1-4-7[4].

La terza tipologia è particolare, infatti le specie coinvolte non sempre presentano in modo evidente il durame che, quando visibile, prende il nome di falso duramecite-ref-4-2-2[2]. Questo non ha le stesse caratteristiche meccaniche di un durame vero e proprio, ha infatti minore resistenza meccanica e durabilità; gli estrattivi duramificanti sono infatti apposti sopra le pareti delle cellule e non più incrostate al loro internocite-ref-2-7-1[7]. Il falso durame è detto così perché non si presenta in forma circolare come quello differenziato ma è irregolarecite-ref-8[8]. Alcuni esempi sono il cuore rosso del mwjafaggio, il cuore nero del frassino e il cuore bruno del mwjqpioppocite-ref-1-4-8[4].

Occasionalmente ci può essere la presenza di intrusioni di alburno nel durame, questa particolare presenza di una porzione di tessuto nell’altro viene definita lunaturacite-ref-1-4-9[4].

Confronto con l'alburno

Il durame circonda il midollo e si estende fino all'alburno, invece l'alburno si trova nella zona esterna del troncocite-ref-0-1-3[1].

L'alburno, quando l'albero è in piedi, contiene cellule viventi (solo il 10% delle cellule è vivo ed è costituito dalle cellule del parenchima radiale e assialecite-ref-9[9]), mentre nel durame le cellule parenchimatiche muoiono a seguito della duramificazionecite-ref-1-4-10[4].

L'alburno ha funzioni mwpwfisiologiche di trasporto di acqua e soluti dalle radici verso la chioma (mwqalinfa grezza), di conservazione delle sostanze di riserva (zuccheri e amido) e una parziale funzione di sostegnocite-ref-1-4-11[4].

Il durame, invece, perde le funzioni fisiologiche limitandosi alla funzione di sostegnocite-ref-1-4-12[4].

I due legni hanno inoltre mwswcaratteristiche fisiche diverse. Il durame rispetto all'alburno ha (a parità di umidità)cite-ref-1-4-13[4]cite-ref-3-5-1[5]:

• maggior resistenza alla mwvgdecomposizionecite-ref-0-1-4[1]
• massa volumica leggermente superiore
• minore permeabilità
• maggiore durabilità nei confronti di mwxgfunghi e insetti (l'alburno è più suscettibile in quanto ricco di sostanze zuccherine di riserva)

Inoltre possono avere diversità cromatica (nelle specie a durame differenziato)cite-ref-1-4-14[4]cite-ref-3-5-2[5].

La lavorazione del durame

Il durame è, tendenzialmente, più difficile da lavorare rispetto all’alburno a causa della presenza di estrattivi (come resina, oli e tannini) che ritardano la perdita o l’acquisizione di acqua o sostanze conservanti. Le differenze nell’efficacia di lavorazione del durame sono osservabili anche tra specie e speciecite-ref-5-10-0[10].

L’alburno essendo più facilmente penetrabile dai liquidi, riesce a perderli anche più velocemente del durame; questo, infatti, allo stato fresco ha un’umidità inferiore all'alburno e quindi subirà un minor ritiro in fase di essiccatura e stagionaturacite-ref-3-5-3[5].

Il contrasto tra il colore scuro del durame e quello chiaro dell’alburno può essere attenuato dal processo di vaporizzazione. Tale processo può essere utile anche per uniformare il colore del durame stessocite-ref-5-10-1[10].

Note

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Bibliografia

• Berti S., Nocetti M., Sozzi L., 2013. I “difetti” del legno (mwaxihttps://www.researchgate.net/publication/273379330_I_difettidel_legno) ISBN 978-88-905577-1-2
• R. Zanuttini, G. Castro, S. Berti, 1998, XILOGLOS: Glossario dei termini usati nella Tecnologia del Legno

Voci correlate

• mwaxgLegno
• mwaxwSelvicoltura
• mwax4Dendrometria

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) heartwood, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-durameDurame, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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